OGM? no grazie!

In un paese come l’Italia, con una tradizione culinaria di elevatissima qualità, accettare gli OGM è come darsi la zappa sui piedi, dicendo sì a una omologazione che si traduce in un impoverimento di gusti, sapori e prodotti unici. L’impatto sulla salute degli OGM non è ancora chiaro. Servono altri studi per conoscerne gli effetti. Ma di certo, a fianco dell’omologazione, c’è il rischio di mettere nelle mani di poche multinazionali il potere su un bene primario come le risorse agricole, che invece sono patrimonio dell’umanità

Dall’altra parte, i prodotti biologici derivano da aziende che rispettano determinati parametri di produzione. Ad esempio per i prodotti agricoli è bandito l’uso di erbicidi, pesticidi e fertilizzanti di sintesi, il terreno coltivato deve trovarsi a una certa distanza rispetto al centro abitato più vicino. Dopo il primo raccolto, sono piantate coltivazioni di copertura. Queste permettono ai micronutrienti presenti nel suolo di non essere dilavati con le piogge e, inoltre, mantengono la stabilità del terreno, evitandone l’erosione.

Un tempo non esisteva il termine ‘cibo biologico’. Si parlava di alimento sano e di salute alimentare. Nei primi anni del secolo scorso, c’erano famiglie che consumavano abitualmente prodotti integrali e facevano ricorso a una dieta vegetariana. Ma la tipica espressione ‘cibo organico’ o cibo biologico’ non era ancora utilizzata. Nel 1962 comparve un articolo intitolato “Il cibo e la vostra salute” del Dottor Stare, in cui si parlava di agricoltura biologica, facendo riferimento a un metodo di coltivazione che non faceva uso di fertilizzanti o pesticidi di sintesi. Per ragioni diverse, è cosa buona comprare alimenti biologici e privi di OGM, per fare del bene a se stessi e al pianeta in cui viviamo.